Assemblea Nazionale di Confabitare a Bologna

Zanni: “Non solo bonus, servono politiche strutturali per l’abitare” e propone l’istituzione del Ministero per la Casa e l’Abitare

Si è conclusa a Bologna l’Assemblea Nazionale di Confabitare, associazione proprietari immobiliari, due giornate dense di analisi e confronto al Savoia Hotel Regency che hanno riunito i dirigenti nazionali e i presidenti provinciali dell’associazione. Presente anche la delegazione aquilana con la presidente provinciale, Paola Trivellini. A fare da filo conduttore è stata la voce del presidente nazionale Alberto Zanni, che ha dato sostanza e visione a un dibattito capace di intrecciare sicurezza, politiche abitative, bonus fiscali, rilancio delle zone montane e formazione. Un appuntamento che, nelle parole di Zanni, non è mai un semplice rito associativo, ma “un momento indispensabile per condividere esperienze e competenze, per unire energie e supportare il Governo in modo chiaro e duraturo”.

La questione della sicurezza, inevitabilmente, è stata al centro dell’agenda. Zanni ha richiamato l’attenzione sul tema delle occupazioni abusive, che rappresentano una ferita per i proprietari e una minaccia alla certezza del diritto. Il recente Decreto Sicurezza ha introdotto procedure più rapide di sgombero, ma, osserva il presidente, “la vera sfida non è scrivere nuove norme, bensì garantire che siano applicate senza ritardi né incertezze. Perché la legge, se rimane sulla carta, non tutela nessuno”.

Ma non c’è solo la difesa della proprietà: Zanni allarga lo sguardo al grande tema del Piano Casa, che il governo ha evocato e che richiama, per molti, l’epopea del Piano INA-Casa Fanfani. Il presidente di Confabitare invita alla cautela: “Allora si parlava di centinaia di cantieri aperti in poche settimane, di due milioni di vani realizzati in pochi anni, di un intero Paese che ripartiva. Oggi siamo ben lontani da quello slancio. Ora servono strumenti concreti, procedure snelle, una regia capace di tenere insieme pubblico e privato. Noi proponiamo l’istituzione di un Ministero per la Casa e l’Abitare e un tavolo dedicato, che sappia disegnare linee guida precise. Se non ci sono governance e metodo, anche il progetto migliore rischia di apparire poco solido”.

Sul tavolo c’è anche la nuova Legge di Bilancio, con il ridimensionamento dei bonus edilizi. Zanni non nega l’utilità di quegli strumenti, ma ne mette in luce i limiti: “I bonus hanno avuto la forza di stimolare ristrutturazioni e ammodernamenti, ma hanno dettati i tempi al mercato: ogni volta che vengono ridotti, tutto si blocca. È un meccanismo fragile, che non dà continuità né fiducia. Sarebbe molto più saggio investire nei contributi per gli affitti, perché ridurre la morosità significa alleggerire i tribunali e, soprattutto, evitare che famiglie intere finiscano in strada. E quando il welfare pubblico non interviene, il rischio è che i costi ricadano sul privato, cosa che non possiamo accettare”.

La riflessione si allarga così al tema delle famiglie che vivono in quella che Zanni definisce una “zona grigia”: non povere, ma comunque fragili, esposte al peso del carovita, degli affitti, delle spese scolastiche. “Ci sono nuclei che appaiono in una situazione d’agio sulla carta, ma basta una minima oscillazione dei prezzi per mettere tutto in crisi. Ecco perché occorre rivedere i criteri d’accesso agli aiuti, andando oltre la logica aritmetica e guardando alla sostanza delle condizioni di vita”.

Nel dibattito trova spazio anche il DDL Montagna. Zanni riconosce l’importanza del provvedimento, ma invita a non disperdere risorse: “Investire risorse in trasporti veloci, fibra ottica e collegamenti logistici è la chiave per aiutare i comuni montani, così si possono creare nuove economie e attrarre il turismo”.

La prospettiva di Confabitare, così come Zanni la ha delineata, è chiara: riportare sul mercato gli alloggi sfitti, regolamentare con equilibrio gli affitti brevi, costruire strumenti di garanzia per proprietari e inquilini, offrire nuove soluzioni ai giovani e alle start-up. È un’agenda ambiziosa, ma radicata nella realtà quotidiana. “Non basta completare ciò che già funziona – sottolinea Zanni – occorre migliorare ciò che va aggiornato e dare risposte concrete alle nuove esigenze”.

A chiudere l’intervento, un capitolo che Zanni considera centrale: la formazione. “La nostra forza – spiega – è offrire ai nostri associati una consulenza di altissimo livello, fondata sulla competenza di avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri, agenti immobiliari, professionisti e docenti universitari. Non ci limitiamo agli aspetti legali e fiscali, ma ci occupiamo anche di rapporti istituzionali, gestione delle sedi, sviluppo del potenziale e comunicazione. È questo che ci distingue perché chi si rivolge a Confabitare sa di poter contare su un’associazione che investe in conoscenza per una tutela reale degli associati”.

Così Bologna, per due giorni, è stata il centro di un dibattito che non si è limitato a elencare problemi, ma ha individuato soluzioni, indicando percorsi concreti. Zanni lo ha detto con chiarezza: “La casa non è soltanto un bene economico, ma il cuore della vita delle famiglie italiane. Confabitare tutela i proprietari immobiliari e collabora con le istituzioni per garantire a ogni cittadino la possibilità di vivere in una casa sicura, accessibile e sostenibile”.