Confabitare 2025: più forte nel Paese, più presente nelle città

Editoriale del Presidente Nazionale Alberto Zanni

Il 2025 è stato un banco di prova che ha misurato non solo la solidità delle idee di Confabitare, ma anche la capacità dell’associazione di trasformarle in azione concreta. Abbiamo scelto di occupare con determinazione lo spazio che ci spetta: quello di una realtà che non si limita a difendere i diritti dei proprietari immobiliari, ma che sa farsi laboratorio di proposte, presidio di comunità e interlocutore autorevole delle istituzioni.

Il presidente nazionale Alberto Zanni

Il tema casa è tornato al centro del dibattito nazionale come urgenza reale. Confabitare ha portato la propria voce con chiarezza agli Stati Generali di maggio e all’Assemblea Nazionale di settembre, segnando un cambio di passo netto: la formazione continua, la valorizzazione della capacità imprenditoriale delle sedi e la condivisione di strumenti replicabili hanno dato all’associazione un respiro nuovo, rendendola più solida e coesa rispetto ad altre realtà del settore.

La nostra azione si è misurata anche sul fronte politico e normativo. Ci siamo battuti contro le occupazioni abusive, contribuendo al dibattito sul pacchetto sicurezza, che rafforza la tutela della proprietà e definisce regole più certe per cittadini e istituzioni. In Senato abbiamo portato i nodi della rigenerazione urbana e dell’inclusione sociale; a Expo Edilizia di Roma abbiamo organizzato un convegno nazionale sul Decreto Salva-Casa, ribadendo la necessità di regole semplici, certe e applicabili, capaci di restituire sicurezza e fiducia.

Il 2025 è stato anche l’anno in cui Confabitare ha rilanciato con forza la proposta di un Ministero per la Casa e l’Abitare. Perché la casa non può restare ostaggio di interventi frammentari, bonus a tempo e misure disomogenee: occorre una politica strutturale, che garantisca continuità agli investimenti, sostegno alle famiglie e stabilità alle comunità.

Il contributo strategico della sede dell’Aquila

Accanto alle battaglie istituzionali, abbiamo rafforzato il radicamento territoriale. Nuove sedi sono nate a Parma, L’Aquila, Bergamo e Avellino; a Torino abbiamo celebrato dieci anni di attività con un convegno sulle garanzie nei contratti di locazione; a Bari abbiamo ricordato che i numeri del mercato immobiliare non sono mai neutri, ma parlano della vita concreta delle famiglie; a Reggio Emilia, con la Notte della Repubblica di Poviglio, abbiamo dimostrato che la casa non è solo possesso ma comunità, istituendo il Premio Domenico Donelli; a San Giovanni in Persiceto abbiamo aperto un dialogo tra giuristi, professionisti e cittadini su patrimonio, successioni e futuro della casa.

Tra le sedi che nel 2025 si sono distinte per capacità di ascolto e concretezza spicca quella de L’Aquila, inserita in un contesto in cui il tema della casa non è mai solo economico: è memoria, ricostruzione, identità urbana, visione di lungo periodo.

Bologna è rimasta il cuore pulsante dell’associazione: qui abbiamo chiesto sgravi fiscali per i residenti penalizzati dai cantieri del tram, denunciato la mancata manutenzione del torrente Zena e Ravone e sostenuto i cittadini di Piazza dell’Unità in una battaglia per una maggiore equità. Ma Bologna è anche cultura e comunità: il concerto in Archiginnasio e la musica in San Petronio, con il Concerto Gospel di Natale che torna anche quest’anno il 13 dicembre, ricordano che la casa si difende anche così, alimentando identità e radicamento.

Il filo conduttore del nostro lavoro è che l’impegno non si misura con le parole, ma con i risultati: difendere i proprietari significa ridurre l’incertezza, rafforzare le garanzie, riportare sul mercato alloggi oggi inutilizzati, dare risposte concrete a giovani e famiglie.

Il 2026 sarà l’anno della regolamentazione delle locazioni brevi e turistiche, del rilancio del Piano Casa e della costruzione di nuove garanzie per bilanciare diritti e doveri. Non basterà proseguire sulla strada intrapresa: occorrerà alzare lo sguardo, rafforzare la rete e unire le forze.

Per questo Confabitare invita tutti alla Convention Nazionale che si terrà a Bologna il 28 e 29 novembre,
dal titolo “Locazioni brevi e turistiche: ospitalità che cambia, regole locali e prospettive nazionali”.
È il momento associativo più importante dell’anno: un passaggio decisivo per incidere sul futuro della casa in Italia, perché il 2026 ci chiede di farlo con ancora più determinazione.

Il nuovo anno sarà dedicato a proseguire questo lavoro: meno retorica, più risposte; meno incertezze, più garanzie per i proprietari; meno distanza fra istituzioni e vita concreta dei cittadini.

La sede dell’Aquila continuerà a essere un punto di riferimento per una ricostruzione non solo materiale ma culturale, una ricostruzione che passa dalla cura del patrimonio immobiliare e dalla consapevolezza che la casa è – e resterà – il cuore della vita civica.