Prima di affittare a canone concordato, fai il calcolo del canone

Il passaggio che conviene fare prima di firmare il contratto

Quando si decide di mettere in locazione un immobile a canone concordato, una delle prime domande dovrebbe essere:

Qual è il canone che posso applicare correttamente al mio immobile?

La risposta non può essere affidata semplicemente ai prezzi degli immobili presenti sul mercato o a una valutazione personale.

Per i contratti a canone concordato, il canone deve essere determinato sulla base dei criteri previsti dall’Accordo Territoriale applicabile al Comune e alle caratteristiche dell’immobile. Gli accordi individuano infatti fasce di oscillazione e criteri per determinare il canone, tenendo conto di elementi oggettivi dell’immobile e della sua ubicazione.

Il calcolo viene prima del contratto

Questo è il punto fondamentale.

Prima di predisporre e sottoscrivere il contratto è opportuno effettuare il precalcolo del canone, così da individuare il valore minimo e massimo applicabile e verificare quale canone possa essere correttamente stabilito.

Il percorso corretto, quindi, è:

1. Analisi dell’immobile
Si verificano superficie, ubicazione, pertinenze e gli altri elementi richiesti dall’Accordo Territoriale.

2. Precalcolo del canone
Si determina la fascia e il valore del canone applicabile.

3. Predisposizione del contratto
Il contratto viene redatto coerentemente con i parametri dell’Accordo.

4. Attestazione di rispondenza
Per i contratti non assistiti, l’organizzazione firmataria verifica la rispondenza del contenuto economico e normativo del contratto all’Accordo Territoriale.

5. Registrazione del contratto
Si procede quindi agli adempimenti successivi alla stipula.

Perché non conviene fare il contrario

Può accadere che il proprietario stabilisca prima il canone, sottoscriva il contratto e solo successivamente richieda l’attestazione.

Se però il contratto non rispetta i parametri previsti dall’Accordo Territoriale, la verifica di rispondenza può evidenziare una non conformità.

Questo può creare la necessità di correggere la situazione contrattuale e, soprattutto, vanificare l’idea iniziale di accedere alle agevolazioni collegate al canone concordato.

L’Agenzia delle Entrate precisa che, per i contratti a canone concordato non assistiti, l’attestazione è necessaria ai fini della fruizione dell’aliquota agevolata del 10% di cedolare secca, quando ricorrono le condizioni previste dalla normativa.

La regola pratica

Prima di affittare, informati.

Se stai valutando di locare il tuo immobile a canone concordato, non partire dalla cifra che vorresti chiedere. Parti dalla verifica di quanto puoi applicare correttamente.

Confabitare L’Aquila assiste i proprietari nella verifica del canone, nella predisposizione dei contratti a canone concordato e nella procedura relativa all’attestazione di rispondenza.

Confabitare L’Aquila
Sede Provinciale di Confabitare
A servizio dei proprietari immobiliari di L’Aquila e provincia.